Nazareth arricchisce il suo patrimonio storico-culturale

Scoperta a Nazareth la casa dove è nato Gesù

E' un'antica abitazione scavata nella roccia, costruita di malta e calcare, adagiata sul fianco di una collina rocciosa, risalente al primo secolo dopo Cristo.In questo luogo, secondo la ricostruzione di un archeologo inglese, sarebbe nato e allevato Gesù. La capanna di pietra si trova a Nazareth e a testimonianza della sua origine sacra, secondo l'archeologo Ken Dark, c'è il fatto che i bizantini prima e i crociati poi eressero intorno a questo luogo una chiesa. Qui furono anche costruite due tombe, una delle quali in epoca bizantina fu ritenuta appartenere a Giuseppe.

Gli scavi sono andati avanti per nove anni, a partire dal 2006. Dark, professore alla University of Reading, e la sua equipe hanno identificato il sito in base a una testimonianza del 698 dopo Cristo, del monaco irlandese Adamnano di Iona: scrisse Adamnano in "De locis sanctis" che la casa di Gesù di Nazareth, dove "il Signore trascorse la sua infanzia", si trovava vicino a due tombe e sotto a una chiesa. Secondo l'antica testimonianza del VII secolo, la casa di Cristo era collocata esattamente sotto a un tempio di fronte alla chiesa dell'Annunciazione. Nella strada identificata, gli archeologi di Dark non hanno trovato una chiesa, ma un convento, eretto però proprio su una chiesa presente all'epoca in cui Adamnano scriveva la sua cronaca. Per questo motivo i lavori di scavo si sono concentrati proprio in quel punto. Nella piccola abitazione in pietra sono stati trovati alcuni utensili da cucina databili intorno al primo secolo dopo Cristo, e due tombe, così come raccontava la nota del 670 dell'abate dell'isola di Iona.

Fino al VII secolo è stata tutelata dall'impero bizantino, che l'ha decorata con dei mosaici e ci ha costruito sopra la Chiesa della Nutrizione. I crociati se ne sono presi cura restaurandola nel XII secolo.
Al suo interno gli archeologi  hanno trovato diversi manufatti: pentole, un fuso, vasi di pietra calcarea. Tutto il necessario per la vita di una famiglia. L'uso del calcare, di cui è fatta anche la collina in cui è scavata la casa, fa inoltre pensare che si trattasse di ebrei, dal momento che per la cultura ebraica quella particolare roccia non può diventare impura. Dark ha pubblicato i risultati dei suoi studi sulla rivista Biblical archaeology review, indicando tutti gli elementi che fanno effettivamente pensare potesse trattarsi della casa di Gesù.
«Il fatto che la casa sia stata protetta spiega la sua eccellente conservazione», ha spiegato Dark, «grandi sforzi sono stati compiuti per circondare i resti di questa costruzione con le volte delle chiesa». Ed è grazie a questa speciale tutela che la casa è arrivata fino ai giorni nostri come uno dei pochissimi resti della Nazareth dell'epoca, di cui gli scavi hanno restituito, perlopiù, tombe e sepolture.
La struttura è divisa in una serie di stanze, una in particolare, con il suo portone originario, è rimasta intatta in tutta la sua altezza. Un'altra aveva una scala adiacente al muro. Oltre il portone sopravvissuto si notano i resti del pavimento in gesso originale.
I ricercatori sostengono che ad un certo punto del I secolo, la casa è stata abbandonata e l'area circostante è stata utilizzata come cava. Più tardi è diventata un terreno di sepoltura, e lo testimonia il ritrovamento di due tombe di fianco alla casa. Una di queste ha un piazzale che sconfina all'interno dell'edificio, e per secoli è stata ritenuta quella di San Giuseppe. Ma l'errore, in questo caso, è evidente, dal momento che risale a diversi anni dopo l'abbandono dell'abitazione.
Al di là dell'indiscutibile suggestione che lascia l'idea che in quel luogo possa essere cresciuto Gesù, la scoperta offre interessanti rivelazioni sulla Nazareth dell'epoca. A differenza di quanto si è sempre ritenuto, sembra si trattasse di una città vivace, e non di un semplice villaggio.
Il confronto con la cittadina di Zippori, poi, dimostra come i nazareni avessero rifiutato e respinto l'influenza romana, di cui rimangono pochissime tracce nei rinvenimenti archeologici.
«Questo fa pensare che l'area di Nazareth fosse particolarmente tenace nella sua resistenza all'occupazione romana, e legata alla sua identità ebraica», ha spiegato Dark.

Ovviamente non ci sono prove inconfutabili per l'esattezza di tale scoperta "È impossibile dirlo con certezza – ha detto l'Archeologo inglese  – ma non c'è nessuna buona ragione perché quella non possa essere la casa di Gesù".

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