2015 l'anno della Capra

Capodanno Cinese.

Il prossimo 19 febbraio si festeggerà il Capodanno Cinese 2015, con l'entrata ufficiale nell'anno della capra.
Denominata anche Festa di Primavera, questa ricorrenza è molto sentita dalle comunità cinesi di tutto il mondo che festeggiano in Cina e non solo, l'entrata nel nuovo anno.

Il calendario a cui fanno riferimento è quello lunare nel quale i mesi iniziano in contemporanea con ogni novilunio, proprio per questo la data di tale evento non è mai la stessa e può variare anche di 29 giorni. Solitamente coincide con la seconda luna nuova subito dopo il solstizio d'inverno, fra il 21 gennaio e il 19 febbraio. A ogni anno corrisponde un'animale. Il 2014 è stato l'anno del cavallo.

Secondo la mitologia cinese la Festa di Primavera avrebbe avuto origine dal mostro Nian che ogni anno strisciava fuori dalla sua tana per uccidere e spaventare gli umani. L'unico modo per allontanarlo era quello di spaventarlo con tanto rumore e il colore rosso, da qui la tradizione di festeggiare con fuochi d'artificio e una sfilata con drappi rossi e un mostro con la faccia da leone che rappresenta Nian.

Tradizionalmente questo periodo di festa dura fino a 15 giorni, a partire dalla fine dell'anno lunare fino alla Festa delle Lanterne (che cade tra fine gennaio e fine febbraio a seconda dei cicli del calendario lunare, più precisamente il quindicesimo giorno del primo mese lunare). Le celebrazioni corrispondono al momento dell'anno in cui le famiglie si riuniscono e in cui si praticano i sacrifici per le divinità e per gli antenati, si prega Buddha e si pulisce la casa dallo sporco dell'anno passato per fare posto alla felicità ed alla buona sorte (fu 福) che viene con il nuovo anno. La cena tipica è a base di: pollo, pesce, involtini, ravioli detti Jau gok o Jiaozi e dolci di riso detti Nian Gao; sono tutti cibi considerati fortunati, che sono cucinati con porzioni abbondanti per far sì che ci siano degli avanzi considerati di buon auspicio.

Questa festa ha una storia di oltre 4.000 anni e la sua origine è strettamente legata alla credenza nelle antiche divinità a cui si offrivano sacrifici durante il cambio dei cicli stagionali. 
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La parola Nian 年, che oggi significa anno, in passato era usata per descrivere il ciclo del raccolto, almeno fino al periodo della dinastia Xia (2070 - 1600 a.C.). Da allora la data che segna l'inizio dell'anno è stata cambiata varie volte a seconda del succedersi delle varie dinastie che prendevano il potere. Durante la dinastia Xia il capodanno era celebrato durante il primo mese lunare, ma durante la dinastia Qin (221 - 206 a.C.), ad esempio, era celebrato il decimo mese lunare. La data esatta di questa festività venne fissata il 104 a.C. sotto il regno dell'imperatore Wudi (156 - 87 a.C.) e le venne dato il nome di "suishou". Per la prima volta venne promulgato il calendario lunare che viene ancora oggi utilizzato. Il primo giorno del nuovo anno venne chiamato Yuandan (元旦, 'prima alba'). Il calendario gregoriano, basato sul ciclo solare, venne introdotto da Papa Gregorio XIII con la bolla papale "Inter gravissimas" solo nel 1.582.

Questo è sicuramente il periodo più adatto per vivere a pieno la cultura cinese autentica. Ogni città, dalla più piccola alla più grande, prende vita. E' tutto una esplosione di colori, suoni, spettacoli, mercatini pittoreschi, e le famose lanterne rosse vengono appese ovunque. Si puo' ovviamente assistere anche alla folcloristica danza del dragone rosso.

I festeggiamenti si svolgeranno così: il primo giorno del nuovo anno è dedicato alla visita ed all'accoglienza dei parenti e si svolge la "danza del leone" ovvero la sfilata con il grande drago rosso. Durante la serata non mancano gli spettacoli pirotecnici e nel menù del banchetto è vietatissima la carne, inoltre il fuoco è considerato porta sfortuna in questo giorno perciò non si possono accendere fuochi (a parte quelli artificiali), anche utilizzare oggetti affilati è considerato di cattivo auspicio (probabilmente si tratta di una credenza superata). Il secondo giorno è considerato di riposo quindi si fermano tutte le attività e si fa visita ai defunti, si accendono ceri ed incensi e si sparano petardi. Il quindicesimo giorno, ovvero l'ultimo giorno di festeggiamenti, si conclude con la festa delle lanterne. Durante la festa si accendono le candele fuori dalle case, per invitare gli spiriti buoni, si espongono composizioni floreali fatte con fiori che simboleggiano la fortuna (girasoli, narcisi, crisantemi, bambù e boccioli di pruno asiatico) e si lasciano andare nel cielo le lanterne di carta accese. Quindi si da fuoco al dragone ed infine si liberano delle altre lanterne a forma di drago per simboleggiare il ritorno al cielo dello stesso.

Capodanno cinese fuori dalla Cina
Non c'è comunità cinese in giro per il mondo che non rispetti i festeggiamenti del Capodanno, da Londra a New York, passando per Roma e Milano. A Londra la festa si terrà a Trafalgar Square con esibizioni di danzatori e musicisti e una spettacolare sfilata che si concluderà a Leicester Square con i fuochi d'artificio. Fra dragoni, lanterne rosse e musica tradizionale, si potranno visitare le bancarelle per le vie e acquistare i portafortuna per il nuovo anno oppure assaporare le specialità della cucina cinese. 

A New York invece l'Empire State Building si colorerà di rosso e giallo per festeggiare il Capodanno, che scoccherà alle 11 di mattina. Anche nella Grande Mela i festeggiamenti continueranno con lo spettacolo dei fuochi d'artificio a Roosevelt Park e un susseguirsi di sfilate che invaderanno con il colore rosso Chinatown con leoni, unicorni e draghi volanti. 

La danza dei dragoni e dei leoni cinesi a Roma si snoderà per le vie del quartiere Esquilino, con ballerini e musicisti che giungeranno in un tripudio di colore rosso sino a Piazza Vittorio. Tutt'intorno l'atmosfera sarà magica, con centinaia di lanterne rosse, i piatti della cucina cinese benauguranti per il nuovo anno e lo spettacolo dei fuochi. Infine il Capodanno si festeggerà anche a Milano, dove la storica comunità cinese di via Paolo Sarpi darà di nuovo vita alla magia della festa di primavera.

Insomma una festivita' davvero unica, ricca di cultura e tradizione, da vivere e non solo in Cina!

 

 

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